La vera Storia di Bennie.
Bennie come Bambino-Bthemonster.com

Si racconta che nel lago di Garda viva un mostro e, in effetti, è proprio così. Si chiama Bennie ma, a differenza di tutte le altre creature che abitualmente vengono definite “mostri”, nessuno dovrebbe averne paura, perché questo esemplare di Benacosaurus Lacustris è veramente molto… amabile. 

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Occasionalmente potreste incontrarlo passeggiando sul lungolago o prendendo il sole su qualche spiaggia; oppure potreste scorgere la sua lunga coda bilobata spuntare dall’acqua, durante una delle sue numerose nuotate, a ogni ora del giorno.

Non è però così scontato incrociare la sua presenza, perché l’amabile mostro è alquanto riservato.

Ogni tanto Bennie ha cercato di chiacchierare con qualcuno degli umani che vivono attorno al lago… ma chi si è imbattuto in Bennie l’ha trattato come se fosse una creatura spaventosa: così l’amabile mostro ha deciso di starsene rintanato nelle profondità del lago e solo ogni tanto, se ha voglia di farsi una risata, si diverte a saltar fuori e vedere come reagisce la persona di turno!

Tutti infatti restano meravigliati di fronte al suo corpo, un po’ serpentiforme, che è lungo ben cinque metri e che ha una forma ancora più imponente grazie al ventre un po’ arrotondato. Bennie è svelto a muoversi fra le onde e, chi dovesse avere il tempo e la fortuna di osservarlo un po’ più a lungo, resterebbe stupito anche dai due lunghi prolungamenti che partono dai lati della sua bocca, i barbigli, e dalla cresta che gli orna il dorso e la testa. Quattro grandi pinne lo aiutano a spostarsi velocemente in acqua, si potrebbe addirittura dire “a scivolare”, visto che la sua pelle non ha squame che facciano resistenza. 

Bennie è arrivato al lago molto tempo fa.


Lui, l’amabile mostro, non saprebbe proprio dire esattamente quando, anche perché i mostri percepiscono il passare del tempo in un modo diverso dal nostro.

Bennie, però, ricorda benissimo la sua famiglia e soprattutto, se qualcuno avesse voglia di ascoltarlo, potrebbe spiegare perfettamente perché il suo aspetto sia così insolito.

Tutto è cominciato circa 7 milioni di anni fa, quando in realtà l’amabile mostro non esisteva ancora: fu allora che sua madre e suo padre si incontrarono e si innamorarono.

   

Lei era una bella plesiosaura, aveva un collo slanciato e una coda lunga e, quasi come in una fiaba, probabilmente mai si sarebbe aspettata di perdere la testa per un ittiosauro. Forse fu la pronunciata pinna superiore del padre di Bennie ad attirarla, oppure fu uno di quei tuffi nelle acque più profonde che era tanto bravo a fare… fatto sta che quando i loro occhi si incrociarono sott’acqua non vollero più lasciarsi e lei, ben presto, partorì il cucciolo che, ora che è cresciuto, è l’amabile mostro del lago di Garda.

Questo avvenne nell’Oceano Atlantico, dove le correnti del sud del mondo da sempre incrociano quelle del nord, in un perenne viaggio da est a ovest e da ovest a est… Nelle gelide profondità atlantiche, in prossimità dei ghiacci del Polo Sud, ittiosauri e plesiosauri vivevano gli uni accanto agli altri e qui trascorse la sua infanzia l’amabile mostro del lago di Garda. A Bennie piaceva tantissimo andare a trovare tutti i suoi parenti, sentiva di appartenere a entrambe le famiglie e, magari, di aver preso il meglio da ciascuna di esse.

I suoi cugini preferiti erano anch’essi nati dall’incontro tra le due specie: tra i tanti, c’era Nessie, che amava mettersi in mostra e infatti sarebbe in futuro diventato molto famoso… e poi c’era Lario, che aveva gusti molto simili a quelli di Bennie in fatto di correnti, privilegiando quelle che avevano un sapore più dolce.

Bennie e Lario scorrazzavano spesso in giro assieme… Uno dei posti che i due cugini preferivano era il mar Mediterraneo, dove trovavano alghe deliziose e piccoli pesciolini gustosi e, soprattutto, dove avevano ormai familiarità con le spiagge di sabbia dorata e i numerosi piccoli mari interni. A volte insieme al cugino, ma spesso anche da solo, Bennie adorava avventurarsi anche lungo i fiumi, dove le acque erano dolci e delicate nel sapore, e amava scoprire i numerosi piccoli bacini sparpagliati all’interno del continente.

Proprio girando di luogo in luogo, circa 5 milioni di anni fa, l’amabile mostro iniziò a rendersi conto che qualcosa stava cambiando: le acque di giorno in giorno si facevano più fredde e sembravano diminuire di livello… Bennie ebbe un po’ paura e decise di tornarsene nell’Oceano Atlantico per ricongiungersi alla sua famiglia. 

Mentre stava per uscire dal Mediterraneo, però, sentì la voce di Lario che, inseguendo dei pesci, si era incastrato tra due isolotti. Così Bennie, per aiutarlo, tornò indietro. Si mise a spingere e a tirare, da una parte e dall’altra, ma suo cugino non riusciva a venirne fuori: così Bennie pensò che se avesse avuto qualcosa per rendere scivoloso il corpo di Lario forse avrebbe potuto liberarlo! Lasciandogli un po’ di pesciolini da mangiare, se ne andò in giro per tutto il mare Mediterraneo a cercare una soluzione: da una costa all’altra, da un’isoletta all’altra, si ingegnava a guardarsi attorno… Finalmente, dalle parti del Libano, si imbatté nel ramo di un ulivo antichissimo che sporgeva sul mare e, schiacciate le olive, Bennie capì di aver risolto il problema! Ne prese un po’ in bocca e, tornato da Lario, gliele spiaccicò un po’ addosso: e così spingendo per l’ennesima volta riuscì a disincastrarlo!

Ora Bennie poteva tornarsene a casa ma… nel frattempo il mare si era già abbassato così tanto che la porta per l’oceano si era chiusa!

Per un bel pezzo Bennie continuò ad andarsene in giro da solo, nel mare e lungo i fiumi che si gettavano in queste acque. Per fortuna una potente ondata arrivata dall’oceano alzò il livello dell’acqua, anche se non fu sufficiente a riaprire la porta!

All’amabile mostro mancava la sua famiglia, anche se amava il posto in cui si era dovuto stabilire: era pure riuscito a stringere amicizia con alcuni dei numerosi animali che ci vivevano e ogni tanto incontrava suo cugino.

Proprio Lario, per ringraziarlo dell’aiuto, lo portò con sé a nuotare in un posto davvero meraviglioso: un angolo situato tra l’Adriatico e le Alpi, ovvero il grande bacino di acque dolci che si mescolavano a quelle del mare scendendo dalle montagne, dove oggi si trova la Pianura Padana. Bennie aveva sempre amato le acque dolci e decise di starsene lì! Ogni tanto si introduceva controcorrente nei fiumi che scendevano dai monti, oppure si infilava dentro al lungo fiordo che oggi corrisponde al lago di Garda!

Presto però, andando a fare la sua prima nuotata della mattina, Bennie notò che l’acqua era stranamente fredda: e inoltre faceva fatica a nuotare, perché le superfici tendevano a ghiacciarsi, così a volte doveva faticare molto per rompere il ghiaccio attorno a sé!

Un giorno, muovendosi nella lunga insenatura che gli era piaciuta tanto e che sarebbe diventata il lago di Garda, Bennie si accorse che un canale sotto la superficie dell’acqua portava a un sistema di grotte dove avrebbe potuto avere l’aria che gli serviva per respirare e l’acqua per nuotare. Quel posto, situato dove c’è l’odierna Isola del Garda, mentre tutto il mondo fuori veniva ricoperto dalle glaciazioni divenne la sua casa: per un bel po’ Bennie si arrangiò a mangiare i pesciolini imprigionati nelle grotte e qualche alga! 

Per fortuna a un certo punto i ghiacci scomparvero del tutto: così Bennie, uscito allo scoperto, scoprì che attorno a lui si era creato un bel lago circondato dalle montagne e da numerose colline, e capì che la via per il mare era definitivamente chiusa.

Era molto triste, perché non avrebbe più potuto vedere i genitori; ma si consolò un po’ notando che le amate caverne che lo avevano protetto scavavano molto profondamente e si collegavano agli altri numerosi laghi che erano stati formati dai ghiacciai: così, ogni tanto, avrebbe potuto andare a trovare suo cugino Lario, che si era stabilito presso l’odierno lago di Como.

Attorno al lago Bennie, nel corso del tempo, assistette a un sacco di avvenimenti. Pian piano vide sparire diversi grandi animali con cui aveva stretto amicizia e ne vide nascere altri, poi notò diffondersi degli strani esseri a due zampe che costruivano palafitte e altri edifici: gli esseri umani.

 

In varie occasioni l’amabile mostro cercò di mostrarsi a queste persone che gli abitavano attorno, ma le reazioni alla sua vista lo spaventavano tantissimo: c’era chi urlava, chi correva, chi avvisava gli altri e organizzava delle battute di caccia, che fra l’altro lui riusciva benissimo a eludere nuotando altrove. Fu allora che Bennie decise che, finché gli umani non avessero mostrato di essere un po’ più gentili con lui, non si sarebbe più fatto vedere. E così fece, per molti anni, cercando di emergere dall’acqua di giorno solo quel tanto che gli bastava per farsi qualche spuntino o quando aveva bisogno di dare un’occhiata fuori.

Quando sulla sua isola preferita, quella che stava proprio sopra alla sua antica casa, si stabilì una colonia di monaci, l’amabile mostro pensò che fosse arrivato il momento di farsi conoscere. Ma presto scoprì che si sbagliava di nuovo: quando uno di quei religiosi lo vide, pure lui iniziò a raccontare a tutti di aver incontrato un mostro, una creatura per nulla amabile! E così qualcuno cercò pure di immergersi per scoprire cosa ci fosse davvero sotto l’isola:

Bennie si fece vedere solo un istante e quello riemerse bianco in faccia! 

Fino a oggi, perciò, Bennie ha continuato a vivere tutto solo nel lago: di lui nel corso del tempo si è parlato poco, perché solo ogni tanto non è stato abbastanza bravo da eludere gli sguardi delle persone. Ancora oggi, inoltre, talvolta Bennie va a trovare il cugino Lario e gli amici che vivono nel sistema di caverne che da sempre corrono tra i laghi lombardi: e così, quando qualcuno lo cerca, o pensa finalmente di averlo scovato, in realtà non riesce a trovare traccia dell’unico esemplare di Benacosaurus Lacustris.

Poi nel tempo, qualche aneddoto sulla sua presenza ha iniziato a diffondersi e anche chi aveva più paura ha cominciato a rivelare di averlo visto. E, da quando la sua storia è arrivata in tv, la sua fama si è moltiplicata a dismisura, tanto che i turisti hanno cominciato a riempire autobus interi per conoscerlo!

Tuttavia, viste le prime esperienze di incontro con gli umani, l’amabile mostro è ancora molto spaventato all’idea di farsi guardare da tutti: così, solo qualche volta, prende il coraggio di divertirsi un po’, cogliendo qualcuno alla sprovvista con un’apparizione improvvisa! 

Tutti vorrebbero vederlo, ma lui si fa vedere molto poco… per questo ancora oggi Bennie, l’amabile mostro del lago di Garda, è considerato solo una leggenda.

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Bennie è arrivata al lago molto tempo fa.

L’adorabile mostro non può davvero dire quando. Perché i mostri hanno una percezione del tempo diversa dalla nostra.

Bennie, ricorda molto bene la sua famiglia e soprattutto, se qualcuno è disposto ad ascoltarlo, può spiegare perfettamente perché il suo aspetto è così insolito.

Logo-bthemonster-bthemonster.comBennie il Benacosaurus

Magari potresti incontrarlo passeggiando sul lungolago o prendendo il sole in spiaggia; in caso contrario, potresti vedere la sua lunga coda lobata sporgere dall’acqua durante una delle sue numerose nuotate durante il giorno. Tuttavia, non dare per scontato che lo incontrerai, perché l’adorabile mostro è alquanto riservato. 

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